Psicologia

PSICOLOGIA – DEFINIZIONE E NASCITA

Il termine psicologia deriva dal greco e significa letteralmente “studio della psiche”. Questo termine è stato coniato da un umanista tedesco del Cinquecento, noto con il nome di Filippo Melantone, e si riferisce a contenuti che per diversi secoli vengono trattati dalla mitologia, dalla religione, dalla cultura e dalla filosofia. Solo nell’Ottocento, infatti, con lo studioso Wundt, l’indagine psicologica assume una propria identità separata dalla filosofia e si apre invece alla metodologia delle scienze naturali adottando i criteri di sperimentazione e quantificazione.

La psicologia scientifica quindi si sviluppa negli ultimi due secoli a partire da una equivalenza tra psiche e comportamento, dove però comportamento non è inteso solamente come azione visibile ma comprende anche i meccanismi della mente, a livello sia conscio che inconscio, come una sorta di comportamenti interni e non osservabili dall’esterno. Questi processi includono l’intelligenza, il ragionamento, la memoria, la percezione, i sentimenti e le emozioni e tutto quanto è contenuto nella mente.
Un ulteriore importante passaggio che la psicologia vive è rappresentato dall’introduzione della psicoanalisi, che si può dire nasca con gli studi di Sigmund Freud a cavallo tra Ottocento e Novecento: questa nuova disciplina, che rappresenta da un lato un complesso di teorie psicologiche e dall’altro una tecnica di cura, muove dal presupposto che l’essere umano sia dotato non solo di una coscienza e di un livello consapevole di pensiero, ma anche di una parte inconscia, quindi appunto inconsapevole, capace di orientare il comportamento e le decisioni e di influenzare il livello di benessere dell’individuo. La “scoperta” dell’inconscio apre la strada ad una serie di osservazioni e sperimentazioni legate a nuove tecniche terapeutiche, che si possono basare non soltanto su quanto il paziente esprime verbalmente e quindi dice, ma anche su tutto il materiale inconscio che, a parere degli psicoanalisti, emerge in alcuni comportamenti apparentemente involontari, nei lapsus e soprattutto nei sogni.

La psicologia nel tempo si è sempre più diffusa, andando a specializzarsi in diverse branche ed entrando nei contesti di vita delle persone con l’obiettivo di promuoverne o recuperarne il benessere; c’è dunque una psicologia del lavoro e delle organizzazioni, una psicologia di comunità, una psicologia riabilitativa e neuropsicologica, una psicologia clinica, e altre categorie di studio, ricerca, sperimentazione e applicazione a cui gli individui singoli, le coppie, le famiglie, i gruppi formali e informali possono rivolgersi per essere aiutati o supportati nel conseguimento o nel ritorno ad una situazione di benessere.

La psicologia clinica che si occupa del benessere dell’individuo, della coppia e della famiglia, utilizza diversi strumenti per la diagnosi e la cura dei propri utenti, ma si può dire, parafrasando le parole di Gaetano Benedetti, uno dei principali psicoanalisti italiani contemporanei, che la parola rimanga il metodo di cura primario; la parola, quindi il dialogo, l’accoglienza, l’assenza di giudizio, l’empatia rappresentano ingredienti essenziali da mescolare all’interno di una relazione tra paziente e terapeuta che diventa essa stessa strumento di cura.

Dott.ssa Lucia Antonia Mantovani
Psicologa

BIBLIOGRAFIA
Benedetti, G., La parola come cura. La psicoterapia della psicosi nell’incontro con Gaetano Benedetti. Milano, F.Angeli, 2006
Galimberti, U., Psicologia. Torino, Garzanti, 1999
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