Pediatria

CONSIGLI A TAVOLA

Cari genitori,
se pensate che vostro figlio mangi poco o niente sappiate che:
Ogni bambino ha le sue abitudini in fatto di alimentazione: ci sono bambini che mangiano molto, altri che mangiano poco, bambini che diventano grandi e forti e altri che restano piccoli, esili e magri.
I genitori che si preoccupano che il bambino non mangi niente, partono da un presupposto sbagliato: “sbagliato” perché, per motivi diversi e probabilmente fondati, questi genitori concentrano tutte le loro energie, le loro cure e il loro amore sul fatto che il bambino mangi abbastanza. Perciò, sebbene abbiano motivi validi per dire che il bambino mangi “poco”, tutti i genitori devono modificare al più presto il loro atteggiamento. Questo non soltanto nell’interesse dell’alimentazione dei loro figli, ma soprattutto perché la preoccupazione costante ha un effetto dannoso sull’autostima e sulla vitalità del bambino.
Bisogna dire poi che, nella realtà, spesso questi “bambini che-mangiano-poco”, fuori della famiglia si comportano in modo assolutamente normale. Probabilmente perché le eccessive attenzioni dei genitori, alla lunga, portano il bambino a dubitare del proprio valore come persona; quindi, soltanto in un contesto diverso, in cui si sentono liberi di comportarsi come vogliono, succede proprio che mangiano di più. Per questo motivo i genitori dovrebbero cogliere certi segnali ed essere pronti a modificare il loro approccio perché l’essenziale non è quanto il bambino mangi, ma che cresca, si sviluppi normalmente e conservi la voglia di vivere.

 

se pensate che vostro figlio rifiuti una categoria di alimenti (frutta o verdura o pesce) sappiate che:
Il rifiuto dei bambini è un problema solo se i genitori decidono di farlo diventare tale.
Se è vero che le verdure fanno bene, o il pesce fa bene, è anche vero che i genitori non sono esperti di alimentazione, non lavorano con standard e statistiche, perciò se vogliono stabilire un buon contatto con i figli, devono sapersi rapportare all’individuo e non tentare di decantare le proprietà nutritive degli alimenti, inscenando dei veri e propri spot pubblicitari. Non è certo piacevole sedersi a tavola con il responsabile marketing di un prodotto!
I bambini cambiano gusti velocemente e, in ogni caso, il loro approccio nei confronti della novità è solitamente cautelativo. Non saltate, perciò, a conclusioni affrettate: “mio figlio non mangia verdura”. In questo modo mettete a vostro figlio un’etichetta ben precisa dietro la quale si nasconderà sempre per cautelarsi dalla novità-verdura in questo caso. Rispettare invece il disgusto passeggero per un determinato cibo, significa che potete continuare a proporre al resto della famiglia quel determinato alimento dicendo “nostro figlio in questo periodo non gradisce particolarmente il minestrone; quando avrà voglia di riprovarlo e di darmi qualche consiglio per renderlo più appetitoso, lo rimangerà”. In questo modo state lasciando a vostro figlio la possibilità di cambiare idea senza venire meno a quanto da lui stesso dichiarato; così facendo gli lasciate la possibilità, quando ne avrà voglia, di superare i suoi limiti e di assaggiare quello che, in effetti, vede mangiare a tutti gli altri.

se vi domandate quando è il momento adatto per insegnare l’educazione a tavola a vostro figlio sappiate che:
Le “lezioni” riguardanti come stare seduti, masticare, tenere la forchetta, etc è meglio farle lontano dai pasti, altrimenti il pasto rischia di diventare un momento di stress.
- Stai composto, schiena dritta!
- Non si parla con la bocca piena!
- Smettila di biascicare!
Queste frasi suonano come critiche, correzioni, prese in giro, commenti offensivi che potrebbero facilmente essere trasformati in suggerimenti che prendono in considerazione la dignità e l’amor proprio dell’interlocutore:
- vorrei che tu stessi seduto sulla sedia in modo più compost;.
- non sopporto che tu giochi con il cibo nel piatto e vorrei che tu smettessi subito;

 

se pensate che i vostri figli sono rimproverati con frasi di questo genere:
- Se mangi tutto mamma è contenta.
- Mangia tutto altrimenti domani cucino la stessa cosa.
- Ma bravo, hai mangiato proprio tutto!
- Devi finire tutto altrimenti non diventi grande come tuo padre.
- Mangiane almeno un pochino!
- Non hai ancora finito? Stiamo aspettando solo te!
- Pensa ai bambini che muoiono di fame!
- Fai vedere che sei una bambina grande che mangia tutto!
- La tua sorellina ha mangiato tutto e tu?
- Sei un pasticcione, un maiale!

sappiate che: Il lato insidioso e distruttivo di queste frasi sta nel fatto che rappresentano la lingua del POTERE e dell’EDUCAZIONE che si propone un chiaro obiettivo: vuole modificare, correggere o rifare da cima a fondo la persona a cui si rivolge, inviando così al bambino sempre lo stesso messaggio negativo: “IN TE C’E’ QUALCOSA CHE NON VA”. E l’effetto negativo è indipendente dal tono in cui vengono formulate queste frasi. Provate allora a pensare di sostituire quel genere di frasi con queste:
- mi piacerebbe che tu assaggiassi questo piatto. Io vado pazza per gli spinaci e sarei molto contenta se piacessero anche a te
- è quasi una settimana che non mangi quasi niente: non hai appetito o non ti piace quello che sto cucinando?
- Negli ultimi tempi ho difficoltà a cucinare qualcosa che ti piaccia. Mi potresti fare una proposta? Mi sarebbe di aiuto.
- Non ti piace? Allora aiutami, spiegami meglio cosa provi quando mangi il pesce così possiamo provare una ricetta migliore e tu mi puoi dire cosa ne pensi.

Bisognerebbe tenere sempre a mente che la porzione è un’imposizione del genitore che prepara il piatto: se il bambino ne vuole di meno voi dovete fidarvi di lui, perché a lui è sufficiente così e solo lui può saperlo quando si sente sazio. Se altri bambini mangiano di più non significa che siano bravi perché mangiano molto e vostro figlio no perché mangia poco. Fidatevi dei vostri bambini, e della loro capacità di regolarsi!

Dr M.Cimino
Nutrizionista

Bibliografia

I no che aiutano a crescere - Asha Phillips
Non siamo capaci di ascoltarli - P. Crepet
Ragazzi a tavola! - Jesper Juul
Il cervello goloso - Andrè Holley
Il Cibo la Mente - V. Zappia
La pediatria in Calabria: una storia, una vita - M. Misasi


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