Ginecologia

OSTETRICA, DOULA O GINECOLOGO/A?

La Salute delle Donne, arriva dal sostegno da parte di altre donne

OSTETRICA

Le ostetriche credono nel fatto che ogni donna possa ricevere un'esperienza positiva dalla nascita del proprio bambino. Esse tentano di aiutare la donna sia facilitando un parto naturale, per quanto possibile, sia aiutando la donna (e il partner) a vivere anche una nascita medicalizzata -necessariamente se lagravidanza e il parto escono dalla definizione "a basso rischio"-in modo umanizzato (1).In Italia le ostetriche possono essere libere professioniste o dipendenti del S.S.N. Le libere professioniste effettuano la loro professione privatamente, le ostetriche del S.S.N. si occupano dei servizi ospedalieri e consultoriali. Le cure di un’ostetrica libera professionista si ricevono presso il proprio domicilio, in centri nascita privati (Case Maternità) o in ambulatori, quando si effettuano corsi di ginnastica nelle palestre e/o piscine durante la gravidanza e quando si desidera essere accompagnate in ospedale per il parto o per interventi ginecologici.Accompagnamento in ospedale: cosa significa? Essere accompagnate in ospedale quando, per esempio, si è in travaglio di parto, vuol dire che si ha accanto una presenza che conosce la donna e la sua famiglia dall'inizio della gravidanza e che può aiutare e sostenere sia la donna (che necessita di attenzione, ma anche di solitudine e di rispetto della propria individualità) sia il partner che spesso è deputato ad accompagnare la donna, ma che necessita anch'egli di poter vivere attivamente il cambiamento che sta coinvolgendo la compagna. La donna che sceglie di essere accompagnata nel suo percorso di nascita presso una clinica pubblica dall’ostetrica libera professionista, ha la facoltà di chiedere la presenza di quest’ultima in sala parto. In alcune strutture la partoriente è obbligata a scegliere tra la presenza dell’ostetrica e quella del partner: per ovviare a tale problema è diritto della donna e della coppia, informarsi del protocollo che regolamenta l’accompagnamento della donna presso la clinica designata per il parto. Il fatto che la coppia genitoriale sia costretta a scegliere tra due figure importanti come queste, non rispetta l'articolo 3.2 del Codice Deontologico della professione ostetrica che dice testualmente "L’ostetrica/o promuove e si impegna a garantire la continuità assistenziale accompagnando e prendendosi cura della donna, della coppia, del nascituro durante la gravidanza, il travaglio, il parto ed il puerperio, al fine di garantire una salute globale degli assistiti". Infatti l'ostetrica libera professionista accompagna la COPPIA e non solo la donna. L'ostetrica che accompagna la coppia non è una figura paragonabile ad altre che potrebbero sostenere la donna (dal partner stesso alla madre, a un'amica).

Quali sono i vantaggi nel rivolgersi a un'ostetrica?

Nelle gravidanze a basso rischio, l'assistenza delle ostetriche o dei medici di famiglia, comparata con quella effettuata da specialisti ginecologi, è associata ad un miglior gradimento dell'assistenza da parte della donna.

Nel gruppo di donne seguite dall'ostetrica o dal medico di famiglia si rileva:

  • una minore incidenza di mortalità perinatale
  • un minore numero di gravidanze complicate da ipertensione e preeclampsia
  • un aumento del mancato riconoscimento delle malpresentazioni fetali

    Nessuna variazione notevole negli esiti perinatali importanti quali

  • incidenza del TC
  • anemia
  • infezioni urinarie
  • emorragie post-partum

    (da http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9)

Quali sono le preoccupazioni legate al fatto di rivolgersi ad un'ostetrca?

Da uno studio che ha coinvolto più di 800.000 donne (2), si evince che gravidanze a basso rischio sono dal 60% al 80% di tutte le gravidanze, il che significa che tra il 20% e il 40% di tutte le gravidanze, potrebbero sorgere potenziali complicazioni. Ci sono momenti in cui sia la madre o il bambino avranno bisogno di interventi medici che sono al di fuori della portata dei servizi offerti da un'ostetrica. Infatti le ostetriche si confrontano abbastanza spesso con ginecologi, neonatologi e altri professionisti e si riferiranno ai medici nel momento in cui sorgono complicazioni. In caso di complicanze previste, si raccomanda che le donne e le loro famiglie eleggano un ambiente ospedaliero dove è più facile l'accesso alle loro ostetriche e dove l'assistenza sia comunque rispettosa dell'evento nascita. Per fare questo è importante conoscere non solo l'ambiente ospedaliero, ma anche i protocolli usati e l'opinione che le donne hanno della clinica in oggetto.(1) Umanizzare significa letteralmente rendere qualcosa più confacente ai diritti della persona umana. Nel caso della nascita di un bambino, l'umanizzazione del parto avviene anche in caso di taglio cesareo. I "Diritti della Partoriente", se applicati, sono una base per aiutare la donna e il partner nel capire cosa possono ricevere da un'esperienza di nascita positiva.(2)
(da http://vbfree.org/docs/schlenzka.htm)

DOULA

La parola "doula" viene dal greco, e si riferisce ad una donna che sta a servizio di un'altra donna (sebbene in greco moderno la parola ha alcune connotazioni negative, significa "schiavo" o "servitoredi Dio"). L'antropologa Dana Raphael usò per prima questo termine, per riferirsi a madri già con prole a carico, che assistevano le neo- madri nell'allattamento e nelle prime cure al neonato, nelle Filippine. Così il termine sorse inizialmente in riferimento al contesto del postpartum, ed ancora è usato con quella concezione. I ricercatori medici Marshall Klaus e John Kennell, che condussero la prima di molte prove cliniche randomizzate sulle conseguenze mediche di quando la doula assisteva i parti, adottarono il termine "doula" per identificare quella figura che sosteneva la madre durante il travaglio così come nel postpartum. Le doula che si occupano del supporto al travaglio di parto sono operatrici che si occupano dei bisogni fisici ed emozionali delle donne in travaglio, per agevolarle nel loro percorso. Queste figure non hanno compiti medici come controllo del battito cardiaco o esami vaginali ma piuttosto utilizzano il massaggio, l'aromaterapia, suggeriscono posizioni, e forniscono consigli per favorire la normale progressione del travaglio. Una doula che si occupi dell'assistenza al travaglio di parto sta accanto alla donna sia che essa voglia partorire nella sua casa, sia che si rechi in ospedale o in una casa maternità, e rimane con lei fino ad alcune ore dopo la nascita. Oltre ad offrire un valido supporto emotivo, le doula lavorano come intermediarie tra quelli che sono i desideri delle partorienti e le esigenze dello staff medico, al fine di ottenere informazioni per la propria assistita, che la rendano in grado di effettuare una scelta consapevole e informata riguardo alle procedure mediche che le vengono proposte. Una doula offre la propria pazienza e dolcezza ad una donna che è in travaglio, la incoraggia a procedere nel travaglio e le offre appoggio quando sta partorendo. Le doula che si occupano del periodo del postpartum sono formate per offrire informazioni alle famiglie, e per supportare l'allattamento al seno, il riassestamento emozionale e psicologico che avviene nella madre dopo la nascita del bambino, forniscono suggerimenti su come calmare il bambino e lavorano sul potenziamento delle abilità dei neogenitori. Possono inoltre aiutare svolgendo piccole faccende domestiche, cucinando e aiutando gli eventuali fratellini ad abituarsi a questa nuova situazione. Durante il travaglio le donne sostenute da una doula hanno dimostrato di avere:

  •  una riduzione del 50% del tasso di taglio cesareo;
  •  nel 25% dei casi, un travaglio più breve;
  •  una riduzione del 60% della richiesta di epidurale;
  •  una riduzione del 30% dei casi dell'utilizzo degli analgesici;
  •  una riduzione del 40% dei casi dell'utilizzo del forcipe.

    Sei settimane dopo la nascita, le madri che avevano avuto il supporto della doula erano:
  •  meno ansiose e depresse;
  •  avevano più fiducia nelle loro capacità con il proprio bambino;
  •  maggior soddisfazione con il partner (71% vs. 30%);
  •  più probabilità di allattare ancora (52% vs. 29%).
    (da http://it.wikipedia.org/wiki/Doula.
    Per informazioni in più:
    http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/48)

    Doule e Ostetriche: perchè sono due figure diverse?

    A prima vista, ostetriche e doule sembrano essere la stessa cosa. Entrambe assistono al parto ed entrambe prevedono una particolare attenzione per la madre. Se andiamo in profondità, però, si comprende facilmente che ci sono molte differenze tra queste due professioni. Capire di che cosa la donna e la sua famiglia ha bisogno e che cosa possono fare aiuta a fare la scelta migliore.

    La differenza

    Ci sono molte cose che sia l'ostetrica sia la doula sanno fare (o dovrebbero saper fare), come offrire sostegno e assistenza a una donna in travaglio. Tuttavia, ci sono anche alcune grosse differenze:

  1. la distinzione più importante è che l'ostetrica assiste al parto (il che comprende l'auscultazione del battito cardiaco, la visita vaginale e l'uso di dispositivi invasivi come aghi o farmaci), la doula no.

  2. Mentre l'obiettivo principale di una ostetrica è fornire assistenza prenatale e postnatale, il ruolo

    principale di una doula è quello di mantenere il massimo comfort e la tranquillità. Una doula offrirà anche supporto e assistenza durante il travaglio, così come dopo il parto. Alcune doule rimangono con la famiglia dopo il parto per occuparsi delle faccende di casa (non a tutte le donne è gradita la permanenza dei familiari) e dei bambini più grandi.

Negli ultimi tempi si è venuta a creare una grande criticità nei confronti della posizione delle doule anche e soprattutto da parte delle ostetriche che le incolpano di aver sottratto loro la professione. Questa è un'assurdità e una perdita ulteriore di dignità che le ostetriche hanno compiuto nei loro stessi confronti, procurandosi un ennesimo autogol. Invece di rendersi conto che la vita delle donne potrebbe essere di gran lunga migliore grazie all'aiuto di una doula, alcune ostetriche continuano a incolpare le doule di aver "rubato" loro il lavoro. Questo è un falso sociale e storico perchè le ostetriche, in Italia, si sono fatte rinchiudere negli ospedali con il termine del lavoro nelle condotte ostetriche e hanno preferito essere sottoposte alla professione medica piuttosto che continuare il lavoro domiciliare. Le donne, che da sempre necessitano dell'aiuto di altre donne più competenti per la loro maternità, hanno semplicemente trovato coloro le quali potessero ricoprire questo ruolo. Oltretutto anche le associazioni che si occupano delle ben poche ostetriche libere professioniste, si muovono per far sì che le donne scelgano quest'ultime: basti pensare solamente alle difficoltà che una ragazza si trova ad affrontare appena laureata in Ostetricia. Poca formazione sulla fisiologia del corpo femminile, quasi nessuna sull'assistenza all'allattamento materno. Nessun aiuto economico o fiscale, né assicurativo... E' ovvio, quindi, che poche neo-laureate possono permettersi di intraprendere la libera professione. Ecco, quindi, che la donna che ha bisogno di qualcuno accanto troverà comunque chi la sostiene, privandosi magari della figura dell'ostetrica (ce ne sono poche on the road) e di una gravidanza fisiologica, ma almeno avendo una donna competente accanto. Se le ostetriche potessero essere facilitate nell'intraprendere la libera professione, si avrebbero sicuramente donne che sceglierebbero oltre la doula, anche l'ostetrica e questo solo in vantaggio della Salute. Vedere quindi la doula come una specie di avversaria è limitativo oltre che egoistico e ben poco lungimirante. Personalmente come libera professionista trovo la figura della doula un vantaggio estremo per le donne e lavoro con gioia accanto alle doule.

GINECOLOGO/A

La ginecologia è una branca della medicina che si occupa della patologia inerente all'apparato genitale femminile. Si avvale della figura professionale del medico specializzato in ginecologia e ostetricia, che si occupa delle patologie inerenti la donna in tutte le fasce d'età, dalla pubertà, nel periodo fertile, in menopausa e nella postmenopausa. La ginecologia si occupa anche delle problematiche legate alla sfera riproduttiva ed alle tecniche di fecondazione assistita.

Quali sono i vantaggi di recarsi da un ginecologo?

Uno dei motivi per molte donne scelgono un ginecologo per la gravidanza è perché sul territorio italiano c'è questa abitudine. Altre donne sono costrette a utilizzare un ginecologo, perché stanno vivendo una gravidanza ad alto rischio. Alcuni benefici possibile utilizzando un ginecologo includono:

  •  formazione specialistica per la gestione complicanze come gestosi (1) o altre;
  •  accesso alle tecnologie mediche come ecografia (2) e test genetici;
  •  chirurgo di formazione specialistica in caso il taglio cesareo diventi necessario.


    Quali sono gli svantaggi di rivolgersi a un ginecologo?

    Circa il 60-80% delle donne può vivere una gravidanza a basso rischio. Recarsi d'abitudine a un ginecologo può essere uno svantaggio se si desiderano una più naturale gravidanza e parto. I ginecologi sono addestrati a gestire le complicazioni usando molti interventi medici. Alcuni possibili svantaggi di utilizzare un Ginecologo includono:

    • aumentato rischio di una episiotomia, induzione o parto pilotato;
    •  aumento del rischio di taglio cesareo;
    • scelta di un luogo di nascita ospedaliero piuttosto che in un centro nascita o in casa;
    • molti ginecologi eseguono molte visite anche durante gravidanze abasso rischio.(1)

Si definisce gestosi una sindrome clinica che compare nella seconda metà della gravidanza, caratterizzata da aumento della pressione arteriosa (ipertensione), perdita di proteine con le urine (proteinuria) e gonfiori agli arti inferiori (edemi).(2) Non tutti i medici ginecologi sono ecografisti o sono abili nell'eseguire ecografie.

Ostetrica Rachele Sagramoso

http://rachelesagramoso.altervista.org/index.html
www.associazioneabbracciami.com


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